Un giorno a IAB, qual’è lo stato attuale della SEO in Italia?

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Ho avuto la possibilità di essere ieri a IAB Forum e ne ho approfittato, è stato il primo di due giorni fitti per tutti gli esperti e i curiosi di comunicazione digitale.

Della qualità dell’organizzazione avevo sentito parlare e quindi non mi sono stupito, del livello dei contenuti ho avuto una piacevole sorpresa.

C’erano grandi player ma anche realtà più piccole ma in generale ho riscontrato una generale qualità degli espositori.

Simpatica la corsa al gadget che mi ha riportato ai tempi del Motor Show, anche questo è Marketing, con il solito giochino del valore percepito o con il criticabile “ricatto” <<mi lasci un biglietto da visita e ti dò un gadget>>

Premettendo che non so che tipo di raccolta possa essere se si estorcono contatti in questo modo,ma questa è una riflessione personale.

Ho ascoltato volentieri la conversazione della mattinata nella grande sala plenaria, l’Italia non è il Regno Unito, i tempi del sorpasso della pubblicità online su quella offline sono ancora lontani ma si sono fatti grossi passi in avanti, gli investimenti crescono e questo è testimoniato dalla scesa in campo di colossi come Google e Microsoft Advertising, ma servono interventi anche a livello governativo per portare la banda larga a tutti i cittadini e alfabetizzarli all’uso di Internet per far si che le aziende sentano sempre di più il bisogno di investire nell’online.

In definitiva non ritengo che sia necessario operare il sorpasso a tutti i costi, o meglio credo che gli investimenti debbano seguire la naturale evoluzione del mercato, di contro probabilmente il problema è che molte aziende anche grande sottovalutano Internet e il suo grande potere di penetrazione e conversione rallentando di molto lo sviluppo dell’online advertsing.

Parlando di SEO, in effetti uno dei motivi principali per cui ero lì, ho avuto una visione interessante del panorama nazionale e internazionale.

Nel pomeriggio ho partecipato al Workshop “Search” alla presenza di Alessandro Cederle, CEO di Reed Business Information, Nereo Sciutto, Presidente di Webranking, Miriam Bertoli, COO Tsw e Nicola Tanzini, Managing Director InTarget.net.

Molto interessanti gli interventi, confesso subito di essere principalmente interessato al primo speech, quello di Nereo, vuoi perchè seguo il suo blog e lo reputo molto preparato ma anche molto comunicativo, vuoi perchè tutte le volte che l’ho sentito o letto mi ha sempre lasciato qualcosa oltre a stimolare idee interessanti. Credo non sia facile presentarsi ogni volta comunicando qualcosa di nuovo e interessante senza necessariamente farsi pubblicità e lodarsi.

Sono bastati 30 minuti per capire che, come da un po’ mi sono reso conto, non c’è lunga vita per la SEO propriamente detta, ovvero per tutti quei servizi di ottimizzazione su siti già creati ma, come già succede in altri paesi, la crescente competitività costringerà le aziende a rivolgersi ad aziende in grado di realizzare siti già Search Engine Friendly aui quali poi si potrà lavorare con le tecniche di SEO e visibilità.

Questo porterà a mio avviso ad un cambiamento del modus operandi in quanto la consulenza SEO avverrà all’inizio del processo produttivo del sito Internet e non dopo averlo pubblicato, portando le agenzie SEO a collaborare con le web agency o gli studi di comunicazioni o in alternativa a sostituirsi ad essi.

Mi è piaciuta l’esposizione e anche le domande finali non sono state mai banali e hanno permesso di dettare le 3 regole d’oro per la creazione di un sito che sia ben accetto dai Motori

- struttura informazioni

- semantica

e udite udite

- qualità dei contenuti

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pubblicato il 4 novembre 2009 alle 5:41 pm da

in seo, WebMarketing | Tags , , | 1 Commento

Google Analytics da 4 a 20 obiettivi

GoogleAnalytics-da-4-a-20-obiettivi

Forse non tutti si saranno accorti che Google Analytics permette finalmente di impostare più di 4 obiettivi, addirittura ora si possono impostare fino a 20 obiettivi suddivisi in 4 aree da 5 obiettivi.

Per molti saranno più che sufficienti, in alcuni casi non sono ancora abbastanza ma indubbiamente è stato fatto un bel passo in avanti considerando che, a mio avviso, Analytics è il miglior tool free del settore in circolazione.

Quindi sotto ad impostare obiettivi…

P.S. Martedì sarò allo IAB Forum a Milano, chiunque fosse lì e avesse piacere ad incontrarmi mi faccia sapere, potrebbe essere un’ottima occasione per vedersi di persona e fare networking. Commentate, scrivetemi oppure twittate @lucab

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pubblicato il 30 ottobre 2009 alle 10:50 pm da

in Analytics | Tags , , | Dimmi che ne pensi

L’ antispionaggio del mondo SEO

shareLeggevo su vari blog soprattuto americani come oramai negli utlimi tempi i protagonisti del mondo SEO / Web Marketing siano diventati sempre più criptici nei loro post, limitandosi ad esternare solamente le cose note, segnalando sempre meno trucchi e condividendo sempre meno le tecniche.

E’ una discussione piuttosto datata, già nel 2007 Aaron Wall di SEOBook parlava di come proporre sempre le tecniche più innovative non sempre si riveli la scelta migliore, si rischia di bruciarsi, di fornire assist preziosi ai concorrenti senza capitalizzare ore e ore di testing.

Perchè non sono del tutto d’accordo

Principalmente perchè se Internet è quello che conosciamo oggi è in parte grazie allo sharing, non per niente ingrediente principale del Web 2.0, tuttavia sono perfettamente cosciente di quanto sia complicato conciliare una professione in continua evoluzione e per questo dispendiosa in termini di investimenti soprattutto a livello di tempo sia dedicato all’aggiornamento costante sia alla sperimentazione.

E’ vero che non sono molti i siti/blog/forum dove ci si scambia tips freschissimi in ambito SEO ma è anche vero che non è affatto facile costruire un modello di business “regalando” il proprio know how. Credo che il nodo sia proprio lì, nel termine regalare, vederlo in quest’ottica sminuisce di molto lo scambio di informazioni e di conoscenza, inoltre ritengo che si possa promuovere la propria attività anche attraverso i vari case history affrontati e presentando, perchè no, le tecniche utilizzate.

Credevo fosse una diffidenza tutta italiana, invece devo ricredermi e constatare che le tecniche SEO sono in realtà una vera e propria tecnologia che si tenta di difendere e nascondere il più possibile.

Resta sempre inteso che alla fine sono i risultati quelli che contano specie in un’attività come questa quindi è ben comprensibile un certo protezionismo, sperando che non costituisca un freno al progresso.

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pubblicato il 4 settembre 2009 alle 3:21 pm da

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