SEO, Google Suggest esce dai Labs. Cosa cambia?
L’ annuncio di Google della promozione di Google Suggest, la tecnologia che al momento della digitazione di una chiave di ricerca nel box del motore suggerisce le parole con il maggior numero di risultati che si avvicinano più a ciò che viene scritto, feature che esce dai Google Labs e dalla fase di sperimentazione e approda per ora solo in google.com
Cosa cambia nel panorama SEO?
Sicuramente non va sottovalutata questa novità, in primis perchè alcune delle parole chiave per le quali abbiamo ottimizzato le nostre pagine potrebbero non generare più il traffico di prima in quanto molti utentisi fideranno sempre di più dei suggerimenti di google e quindi tenderanno a cliccare sulle keyword suggerite. Inoltre parole chiave piuttosto generiche o meno targettizzate, che però oggi grazie alla coda lunga davano risultati egregi finiranno con l’essere dimenicate o poco utilizzate.
Ovviamente chi si occupa di SEO deve iniziare a preparare delle contromosse per trovarsi preparato quando questa sistema sarà esteso anche alle versioni locali di google.
Come sfruttare questa novità in ambito SEO?
A mio avviso il punto di partenza è google.com, digitando una parola chiave che vogliamo ottimizzare vedremo subito le proposte del motore e potremo trovare suggerimenti interessanti su nuove keywords da valutare, ad esempio supponiamo di aver ottimizzato per “sex and the city” che conta 59,300,000 risultati, in google.com vedremo questo

risulta evidente come se trattiamo argomenti relativi al film di sex and the city non possiamo prescindere dalla prima soluzione proposta “sex and the city movie” ma anche da “sex and the city film” e questo perchè ci sono altissime probabilità di click su questa seconda parola sia per numero di risultati che per affinità di senso, non dobbiamo mai dimenticare che lo studio di una parola chiave passa sempre per lo studio del comportamento dei nostri visitatori e di come loro ci cercheranno.
Riflessioni
Non sono convintissimo che Google Suggest diventi in breve tempo uno standard, sicuramente è ottimo per evitare gli errori di ortografia ma avrà bisogno di tempo per diventare il più accurato possibile altrimenti rischia di essere solo un disturbo che rallenta la ricerca. Staremo a vedere.
PageRank 8, un caso reale. Il blog di Roberto Scano
Chi si occupa di SEO non può non aver letto la notizia apparsa qualche giorno fa riguardo l’assegnazione di un PageRank 8 ad un blog italiano, RobertoScano.info , l’unico che io conosca con un valore così alto.
Premettendo doverosamente che se il PageRank fosse un premio alla persona, dato da uomini e non da calcoli matematici, a mio avviso Roberto Scano potrebbe avere anche 10 solo leggendo il suo curriculum.
La mia riflessione però oggi è prettamente tecnica e in chiara ottica SEO, mi interessava capire bene come fosse riuscito ad ottenere un punteggio così alto, anche perchè la spiegazione data nel post sul blog non mi aveva del tutto convinto; si parla infatti di sacrificio verso lo studio e la conoscenza, l’importanza della condivisione del sapere e in ultimo il rispetto massimo degli standard web.
Indubbiamente questi tre punti costituiscono un punto essenziale per acquisire un buon seguito oltre ad un’ottima reputazione, ingredienti fondamentali per acquisire visbilità e importanza nel panorama Internet, ma nel semplice raggiungimento di un PageRank elevato non ritengo siano primari, o meglio contribuiscono ad aumentare le probabilità di ottenere link in entrata, ciò che maggiormente influenza il valore dato da Google.
Mentre riflettevo sui fattori che hanno contribuito a questo risultato ho letto un post su TagliaBlog che mi sento di condividere in pieno. La situazione è piuttosto chiara e semplice, il blog di Scano ha un discreto numero di backlink, niente di esagerato in realtà, ma sono tutti di ottima qualità, uno su tutti w3.org, con pagine di pagerank 7 che hanno un peso di indubbia qualità, oltre ad essere numerosi i link da siti con alto valore di trust.
Certo non si ottengono backlink da siti così senza aver fatto qualcosa di importante, quindi i tre punti evidenziati non sono del tutto sbagliati solamente che da un punto di vista tecnico, che secondo me chi si occupa di SEO non può non considerare, la provenienza dei link in entrata è ciò che ha fatto la differenza.
Per conlcudere posso solo fare i miei complimenti al blog, sono fermamente convinto che i blog italiani non siano secondi a molti americani o stranieri in genere e per questo meritano riconoscimenti di questo tipo che arriveranno col tempo anche a causa di una lingua che essendo poco diffusa un po’ ci penalizza.
SEO: strumenti indispensabili per una buona campagna di posizionamento
In questo primo post di una serie proverò a percorrere tutti i passi che portano all’analisi preliminare e alla definizione di una campagni di posizionamento.
Avendo approfondito in altri post l’importanza della scelta e della ricerca delle parole chiave più appropriate oggi vorrei soffermarmi sullo studio dei competitors e sugli strumenti per costruire buoni link che facciano crescere l’importanza del nostro sito.
Lo studio dei competitors
Molto spesso si incorre nell’errore di sottovalutare o mal considerare i nostri “avversari”, i competitors, siti che per un motivo o per un altro sono sopra a noi nella SERP. Questa fase è molto importante anche perchè ci permette di studiare l’impatto della parola chiave nei motori e di stabilire degli obiettvi concreti per poter raggiungere determinati risultati.
Ma come si studia nei dettagli un competitors?
Ci sono numerosi strumenti in Internet ma come sempre i più semplici sono anche i più efficaci, quindi senza cercare troppo in giro basta andare nella pagina dei motori di ricerca e digitare la parola chiave che ci interessa. Solitamente prendo in considerazione solo i primi cinque risultati perchè sono quelli che ricevono il numero più alto e efficace di visite, nei motori di ricerca la coda lunga è implementata da sempre ma la loro fortuna è quella di essere sempre i più precisi e accurati possibili, quindi rimane importantissimo essere nei primi posti. Di questi risultati bisogna sapere con buona approssimazione quanti link ricevono da altri siti e per farlo possiamo utlizzare gli strumenti che google e yahoo, ad esempio, ci forniscono.
Dei due il migliore è secondo me yahoo site explorer, è sufficiente inserire il dominio in alto e si ricevono immediatamente informazioni ineressanti, in particolare il numero di pagine indicizzate e il numero di inlinks con la possibilità di escludere quelli provenienti dal dominio stesso. La pagina ci mostra con buona precisione i siti che linkano il sito che stiamo analizzando, questo vale per i concorrenti ma anche per noi, ovviamente; Yahoo! offre anche delle API, io sto ottimizzando un mio tool in php per automatizzare i controlli e le varie operazioni, non so quando e se lo renderò pubblico, comunque posso consigliare la registrazione a SEOmoz.org che già dalla forma gratuita offre dei tool interessanti.
Anche in google è possibile vedere quanti siti linkano il sito di nostro interesse semplicemente usando il comando link: nomesito, ad esempio con questo blog useremmo questa chiave di ricerca.
Una volta determinati i siti che linkano i nostri competitors dobbiamo verificare se ci sono corrispondenze con quelli che linkano noi e poi dobbiamo scegliere quali sono i migliori dai quali provare a farsi linkare. Un indizio positivo è sicuramente il pagerank e per verificarlo possiamo utilizzare uno dei vari strumenti spiegati nel post sul pagerank.
Ora abbiamo sicuramente a disposizione numerosi elementi per elaborare una prima strategia ma dobbiamo anche approfondire il perchè un determinato sito è così in alto nella SERP.
Studiare la struttura del sito dei competitors
Analizzare la strutura del sito in chiave SEO significa letteralmente fare le lastre al sito, guardare il codice HTML e cercare di capire quali sono i punti di forza da imitare. Andranno certamente controllati i tag title e description, il copywrting e l’utilizzo di h1, h2 e suddivisione in paragrafi e andrà anche studiato il collegamento tra le varie pagine del sito.
Alla fine di questa operazione sapremo con esattezza quanti link dovremo riuscire a costruire, su quali siti ci concentreremo e come modificheremo le nostre pagine per attaccare le prime posizioni
SEO, il pagerank in una link campaign
Si è parlato spesso dell’importanza del pagerank, spesso però quando si imposta una campagna di link building non si considera abbastanza questa variabile.
Come sappiamo il pagerank è un algoritmo creato per determinare il peso, l’importanza di un sito nel mondo Internet, ecco perchè nel momento in cui andiamo a scegliere i siti dai quali vorremmo essere linkati non possiamo non scegliere tenendo ben presenti determinati parametri
- l’attinenza del sito che scegliamo con le parole chiave che vogliamo collegare al nostro sito
- le pagine dalle quali essere linkati, non tutte infatti hanno la stessa importanza e per questo scegliere quella giusta può portare risultati migliori e più rapidi
- il pagerank del sito dal quale ci facciamo linkare, in questo modo il motore di ricerca valuta quel link in maniera proporzionale al peso che ll sito ha, anche se il pagerank è asociato sempre a google non va sottovalutato in qualsiasi campagna SEO
Ci sono numerosi tool per visualizzare il pagerank di una pagina, dalla Google Toolbar a numerosi siti online come prchecker.info o iwebtool, semplicemente inserendo l’URL si avrà il pagerank espresso in scala da 0 a 10
SEO: Google e i paid link

Come detto più volte, per migliorare la propria visibilità all’interno dei motori di ricerca è fondamentale un’ottima campagna di link building. Pratica lunga e difficile a meno di utilizzare pratiche che rientranto nell’area Grey o Black Hat SEO.
Link building significa letteralemente costruzione di link, come abbiamo visto maggiore sarà il numero di link verso il nostro sito, senza dimenticare la qualità e l’argomento del sito dal quale provengono, maggiore sarà l’importanza che i motori danno alle nostre pagine.
I link di per sè non sono sufficienti e devono essere impostati in un certo modo, ovvero devono avere una struttura che ci permetta di sfruttare il meglio di ogni collegamento.
Ogni link è formato da diversi elementi tra i quali i più importanti sono l’url di destinazione (href) e l’anchor text, ovvero il testo che è linkato, quello su cui si clicca per accedere al collegamento. Chi si occupa della parte SEO deve impostare al meglio la campagna di link building, non solo per quanto riguarda l’aspetto numerico ma anche e soprattutto sotto l’aspetto qualitativo cercando di ottenere backlink variabili ma sempre correlati alle keyword che vogliamo spingere. Se ad esempio vogliamo valorizzare le parole vendita pippo, produzione pippo, pippo in plastica, dovremo alternarle con sapienza cercando anche di fonderle per ottenere i risultati migliori, per esempio vendita e produzione pippo o vendita pippo in plastica.
Altra cosa importante sarà cercare di ottenere l’inserimento del link in un contesto più naturale possibile, come un post o una recensione per conferire maggiore importanza al legame tra i due siti, inoltre molti siti si sono specializzati nella vendita vera e propria di link dai propri siti, magari con posizione e pagernak elevati.
Fino a qualche tempo fa il sistema funzionava egregiamente ma ora Google e presto gli altri stanno penalizzando fortemente questa tipolgia di link. Oltre ad essere una tecnica in pieno stile black hat seo spesso i link non erano consistenti, provenivano da siti con valore piuttosto alto, ma che non sempre trattavano argomenti in relazione ai link venduti. Google ha risolto tutto inizialmente togliendo valore a questi link, ma ultimamente anche penalizzando sia i siti dei venditori che quelli degli acquirenti.
La pratica seo è sicuramente frutto di conoscenza abbinata anche ad applicazione e spesso un pizzico di fantasia, come spesso accade molti avevano trovato una strada veloce per ottenere il risultato, ed altri il modo per monetizzare i risultati di indicizzazione ottenuti.
SEO: cos’è? come si fa?
Spesso mi chiedono cosa sia la SEO, non sempre è facile spiegarlo a chi non sia del settore e soprattutto trovare parole semplici per rendere chiare operazioni che a volte possono essere molto complesse.
Cos’è la SEO?
La SEO, letteralmente Search Engine Optimization ovvero Ottimizzazione per i Motori di Ricerca, è un insieme di accorgimenti volti a far guadagnare ad un sito una buona visibilità all’ interno dei motori di ricerca per determinate parole chiave. Detta così non risulta proprio chiarissima, eh?
Cercando di semplificare possiamo pensare alla pratica dell’ottimizzazione come ad una via di mezzo tra il lavoro di un pubblicitario e quello di un ingegnere nel senso che un buon esperto SEO deve entrare bene nel meccanismo che è alla base dei motori di ricerca, deve sapere scegliere le parole guste, le parole chiave più adatte al contesto del sito e anche quelle che sono più o meno competitive.
Deve inoltre rendere appettibili le pagine ai Bot dei vari search engine ottimizzando titoli, headers, e contenuti tenendo conto delle regole che i vari motori pongono per evitare di essere bannati.
Come si fa la SEO?
Ci sono diverse scuole di pensiero riguardo la pratica SEO, senza dilungarci su White Hat SEO e Black Hat SEO possiamo dire che prerogativa indispensabile è la conoscenza di tutti i segreti dei motori di ricerca e quindi un’ aggiornamento continuo e costante che richiede tempo e sperimentazione ma che fa la differenza in termini di risultati. Poi sicuramente bisogna essere fantasiosi e provare nuove strade senza aver paura di sbagliare e cercando di puntare sempre al miglior risultato possibile, utilizzando i tools che possono permettere di avere sempre sotto controllo il peso delle parole chiave, il pagerank, la competizione delle parole chiave, padroneggiando i blog e i social networks che possono portare link pesanti al sito che si vuole ottimizzare.
Alcuni tools interessanti che un buon esperto SEO deve secondo me imparare ad usare:
- Keyword Tool by seobook.com, fondamentale per un’analisi dettagliata delle parole chiave
- Adwords Keyword Tool, simile al precedente ma focalizzato su Google con possibilità di impostare le lingue di ricerca, vedere il traffico generato da ogni parola chiave e i trend, oltre a suggerire parole correlate
- Page Rank Checker, per controllare il pager ank del sito
- PageRank, un altro page rank checker.
- SEO Tools, una serie di tools raccolti in un’unica pagina sempre a portata di mano
SEO: fare soldi con il blog
No non ho trovato la ricetta per smettere di lavorare, purtroppo
In questo post voglio raccogliere alcune riflessioni frutto dell’esperienza e della lettura online. L’obiettivo è di fornire alcune linee guida interessanti che spero possano esservi utili nel vostro tentativo di diventare Pro Blogger.
- I Contenuti, Cercate sempre di fornire contenuti interessanti, la gente deve apprezzare ciò che scrivete, dovete dare un servizio, parlare di cose importanti per gli altri, possibilmente con cognizione di causa, cercando di essere di aiuto.
- Viral Marketing, e social networking in generale sono fondamentali, raggiungere una buona popolarità in rete, specie se per argomenti specifici farà di voi un riferimento per la comunità, questo aggiunge responsabilità ma del resto è un lavoro dove molto probabilmenre vi chiederanno aiuto o consulenze quindi non vi potrete nascondere.
- Instaurate un buon rapporto con i vostri lettori, non li chiameremo “clienti” perchè è un termine poco preciso ma di fatto stiamo parlando di persone molto importanti per la vostra riuscita personale, li dovete curare, li dovete conquistare, dovete guadagnarvi la loro fiducia, devono poter dire qualcosa del tipo “la soluzione la chiedo a…” oppure “di sicuro sul blog di … se ne parla”. Inoltre parlate loro anche mettendoci la faccia, con qualche bel video e non solo con i post, fateli partecipi di tutte le vostre iniziative e coinvolgeteli.
- Specializzatevi, non cercate di fare i tuttologi, prendete un argomento in cui siete ferrati o che vi piaccia particolarmente e per il quale siete disposti a fare le ore piccole pur di imparare. Il consiglio è anche di vedere in giro com’è la stuazione, come in tutte le attività la concorrenza fa bene ma è anche difficile “rubare” traffico a siti molto famosi e spesso risulta un’operazione che necessita di molto tempo e molta pazienza, niente è impossibile però…
- Organizzatevi, dagli orari per postare a quelli per leggere in giro, preparate i feed migliori,il mio consigilio è leggere al mattino e subito dopo pranzo, se ci sono eventi particolari potete anche controllare la sera, se riuscite schedulate i vostri post cercando di pubblicare qualcosa ogni giorno, magari anche 2 o 3 post, molto dipende anche dall’argomento
- Pay per click, non è la soluzione per diventare ricchi ma soprattutto all’inizio può aiutare, di Adsense e altri ho già parlato ma in generale vale la regola che qualche euro non si butta mai via, ed esistono persone che con otimizzazione continua guadagnano bene.
Qualche fonte di ispirazione e utility interessante
- Vidnik un’ utility per creare video direttamente dal vostro mac e caricarli su youtube personalizzando anche i dati.
- Diventare Blogger Professionista: La Storia E I Consigli Di Nik Lamux
- How to Make Money Blogging: 7 Strategies to Help you Get Started Immediately
SEO: come scrivere. Positivo o negativo?
Come detto in post precedenti il metodo di scrittura, la scelta delle parole, la stessa disposizione di paragrafi e intestazioni sono tutti aspetti fondamentali per una buona riuscita di un testo ottimizzato per l’indicizzazione.
Le parole scelte devono essere molto “targettizzate”, un blog di investimenti finanziari userà un linguaggio piuttosto tecnico mentre un designer o un’azienda che produce articoli di moda faranno leva su parole chiave ben definiti, stuzzicando la fantasia dei visitatori con aggettivi di qualità.
Un’altra riflessione va secondo me fatta riguardo la scelta di termini positivi o negativi.
Fondamenti di psicologia e PNL fanno larga menzione dell’importanza della positività a discapito della negatività, e non solo con i bambini, per motivare è sempre più efficace una parola positiva o un consiglio sincero e deciso piuttosto che un’ammonizione fortemente negativa, ma quando scriviamo per il web con in mente anche i motori di ricerca dobbiamo cercare di raccogliere tutti gli stati d’animo umani per avere la percentuale più alta di successo.
Come ottenere testi di qualità e una buona indicizzazione ?
Una buona soluzione potrebbe essere quella di utilizzare delle domande evocative che contengono gli aspetti negativi che spesso l’animo umano si trova a vivere e sfatarli con la positività all’interno delle risposte che scriveremo. Questa sorta di FAQ, di domande e risposte, ci permette di avere sotto controllo tutte le problematiche che vogliamo affrontare senza per questo perdere la possibilità di essere ben indicizzati.
In pratica possiamo , ad esempio, fornire soluzioni a persone che si buttano giù facilmente perchè godono di scarsa autostima, che molto spesso non ne conoscono nemmeno l’esistenza e quindi non ci cercheranno con la keyword “aumentare l’autostima”, che utilizzeranno stringhe del tipo “mi sento giù” o “mi capita di piangere per niente”. Ecco che iniziare i nostri paragrafi con domande come “Ti capita spesso di dire: mi sento giù o di sentirti giù?” o ancora “Ti capita spesso di piangere per niente?”.
Anche i link del nostro sito dovranno, secondo me, contenere le domande appena viste in modo da istruire il motore di ricerca che quella pagina è relativa proprio a quell’argomento.
Istruire al copywriting
L’indicizzazione e l’ottimizzazione sono tecniche molto importanti soprattuto ora che Internet sta diventando sempre più un mezzo di promozione aziendale, nonchè fonte di contatti e di occasioni lavorative; il buon consulente SEO deve mettere in pratica tutte le proprie conoscenze ma anche istruire coloro che si occuperanno di pubblicare i contenuti nel sito. Sempre più spesso infatti capita di ottimizzare siti collegati a CMS e quindi siti con una buona frequenza di aggiornamento, i cui inserimenti non saranno curati direttamente dall’esperto SEO ma da persone dell’azienda che gestisce il sito che andranno istruite a dovere sullo stile di scrittura, un po’ di copywriting non guasta mai
Happy SEO!
SEO, primi nei motori: l’importanza dei backlink e degli internal link
Come detto in alcuni post precedenti nella strutturazione di un sito Internet si deve tenere conto dell’importanza della struttura delle pagine, il layout grafico accattivante è senza dubbio un punto di forza perchè l’occhio vuole sempre la sua parte, ma siccome i crawler dei motori di ricerca non hanno occhi bisogna anche tenere presente il loro funzionamento.
Oggi vorrei porre l’accento sui link, elementi alla base della nascita del Web, cardine del mondo ipertestuale che non a caso hanno un peso molto importante nella determinazione del page rank di un sito. Vedremo due tipologie di link, i back link o backlink o inbound link e gli internal link.
I Backlink
I backlink sono semplicemente link verso il nostro sito provenienti da altri siti. Un buon esperto SEO, deve secondo me scegliere con molta accuratezza i siti da quali ottenere link, sparare nel mucchio può risultare fruttuoso in termini numerici ma meno in termini qualitativi. Pratica diffusa, eticamente per me in pieno stile black hat seo, è quella di acquistare questi link pagando per comparire in determinate pagine, non dovendo discutere in termini etici devo però far notare che qualunque strada si scelga non si può prescindere da una buona selezione iniziale.
Vanno scelti siti con PageRank alti e molto targettizzati, questo comunicherà al crawler che anche il vostro sito è attinente alla parola chiave per la quale state indicizzando. Certo arrivare a grandi siti senza pagare può sembrare impossibile ma credo che un grande pregio della rete sia una sorta di regime meritocratico, ovvero più il pezzo che scrivete o il prodotto che trattate sarà interessante e meglio lo presenterete e più il mondo Internet ne parlerà e di conseguenza vi linkerà.
Ma nel caso in cui i contenuti non siano stati creati da voi?
Beh forse dovreste chiedervi la “O” in SEO che cosa rappresenta
Optimization. Ottimizzare è un compito del consulente SEO ed è fondamentale che il sito o la pagina siano presentate nella maniera più efficace possibile, tenete presente che spesso esperti di marketing e designer hanno peso importante nelle scelte aziendali, ad esempio nel lancio di nuovi prodotti, e spesso lavorano fianco a fianco.
Il link testuale è da preferirsi, in ottica SEO, al banner ma va detto che se vogliamo anche aumentare il numero di visite e quindi il traffico verso il nostro sito dobbiamo anche rendere accattivante il link. In entrambi i casi scegliamo bene le parole da utilizzare e nel caso di utilizzo delle immagini inseriamole nell’ attributo alt.
Gli Internal link
Non meno importanti sono i link interni. Sono fondamentali per indicare al meglio contenuti e parole chiave trattate dal nostro sito. Ciò influisce sulla scelta delle voci dei menu e sulle parole da utilizzare. Proviamo a chiarire con un esempio. Mettiamo il caso di un’azienda che produce bambole gonfiabili,
non l’esempio migliore comunque…
Spesso nella creazione di un sito si tende a creare menu standard con le voci Azienda, Prodotti, Contatti ecc, e ogni voce linka a pagina che per il nostro sito sono molto importanti, in particolare quella dei prodotti. Sostituendo l’anonimo Prodotti con la voce Bambole Gonfiabili otterremo due effetti, cattureremo l’attenzione del visitatore al quale chiariremo subito cosa facciamo e soprattutto diremo ai crawler dei motori di ricerca che quella pagina contiene le informazioni collegate alla parole chiave “bambole gonfiabili”. Molti diranno che è molto semplice, quiasi scontata come operazione eppure navigando noterete che molti siti commettono questo banale errore.
In conclusione possiamo dire che i link siano essi inbound o interni hanno un peso molto importante per quanto riguarda il successo di una buona operazione di SEO e vanno quindi pianificati ed inseriti con molta attenzione.
Happy SEO.
Internet reputation e Web Marketing
Lavorando ad alcune soluzioni SEO per dei clienti, alcuni con siti ecommerce, riflettevo su quanto potesse incidere l’Internet Reputation sul traffico verso un sito.
La riflessione è molto semplice, ci sono dei siti che forniscono grande visibilità, spesso sono forum molto frequentati o grandi portali. Essere presenti in qualche modo, lascio a voi la scelta etica su cosa e come pubblicare riferimenti al vostro sito, rappresenta indubbiamente un fattore di forza che può far crescere vertiginosamente il numero di visitatori.
Nel caso di un’azienda che venda attraverso una piattaforma ecommerce un aumento di visite potrebbe trasformarsi proporzionalmente in vendite, nel caso di un negozio online sarà quindi ancora più importante targettizzare al meglio i visitatori, magari scegliendo forum o portali dedicati all’argomento trattato.
Il dubbio che resta è relativo al fatto che la reputazione in Internet è hackerabile, non è facile crearsene una solida e nemmeno mantenerla, anche se, a seconda della community, gli utenti sono ben capaci di distinguere eventuali fake.
Il bravo consulente SEO (forse meglio dire consulente di Web Marketing) deve quindi ben conoscere il mondo Internet ed essere in grado di trovare i posti migliori dove pubblicizzare i propri assistiti, non solo html e indicizzazione dunque, ma anche marketing e viral marketing per far crescere rapidamente il traffico verso i nostri siti, le procedure sono molte, spesso richiedono un’analisi accurata e l’utilizzo di tecniche e terminologie che sono proprie del mondo marketing-pubblicità, ma se impostate in maniera corretta queste strategie sono efficaci almeno come una buona indicizzazione.
Happy SEO.