Barack Obama e la forza del web

Non c’è che dire il neo presidente degli Stati Uniti ha dato una dimostrazione di come sfruttare la potenza di Internet, dei social networks e delle tecnologie in genere per ottenere uno scopo che apparentemente non è strettamente collegato.
La prima mossa è stata sicuramente affidarsi a Chris Hughes compagno di stanza a Harvard di Zuckerberg e co-fondatore di Facebook, una scelta azzeccatissima che ha portato a campagne pubblicitarie sul web, alla creazione di my.barackobama.com un portale dove ogni sostenitore può registrarsi e collaborare, seguire eventi organizzare iniziative per sostenere il candidato repubblicano, a gruppi su Facebook (ovviamente) account su Twitter, MySpace, Linkedin, applicazioni per iPhone,ecc…
28 milioni di dollari racimolati online nel solo mese di gennaio sono un indicazione importante, ancor di più lo è il dato che il 90% di queste donazioni erano sotto i 100 dollari, dati interessanti che accrescono il valore delle scelte operate del neo presidente e dal peso che le carte di credito hanno avuto nella campagna elettorale americana.
L’accaduto offre spunti di riflessione interessantissimi, non può passare inosservato come più di cene e comizi sia stata la Rete ad aver fatto sentire la sua voce sostenendo in maniera importante le iniziative pubblicitarie anche su altri mezzi, tipo la televisione.
Tutti ricorderanno queste elezioni per il primo presidente di colore, per lo slogan Yes we can, per la vittoria abbastanza netta, per il contributo negativo della Palin, ma credo che non solo chi si occupa di web debba prendere coscienza del contributo fondamentale di Internet. Inoltre il cittadino “digitalizzato” ha, forse per la prima volta, contribuito non solo con il proprio voto ma anche con la propria donazione a spingere un candidato nel quale si è rivisto, un candidato che molto probabilmente ha utilizzato al meglio le strategie del marketing per conquistare tutti gli elettori indecisi con campagne faraoniche, presenza capillare, consolidamento del brand e anche se non si stava effettivamente vendendo nulla di concreto, si è rivelata la scelta più giusta permettendo di raccogliere una somma incredibile di dollari.
Web marketers di tutto lo stivale tenetevi pronti, ancora una volta gli States hanno indicato una nuova via da percorrere, presto anche il Vecchio Continente dovrà confrontarsi con elezioni e Rete e ci sarà da vedere quanto ci vorrà per ottenere risultati simili.
SEO e Facebook, alcune considerazioni

Ormai Facebook è sulla bocca di tutti, l’altro giorno un amico mi ha detto “sono arrivato per utlimo, anche dopo alcune persone che non hanno nemmeno l’email”.
Indubbiamente Facebook è un fenomeno di una certa importanza nel panorama Internet mondiale e soprattutto italiano. Facebook nasce per far mantenere i contatti tra gli studenti e gli ex-studenti dei college e delle università americane ma diventa poi un portale per tutti, per ricongiungersi, per fare nuove amicizie e perchè no aggregare persone con interessi o passioni affini.
Per chi si occupa di SEO e Web Marketing non può passare inosservato anche se come spesso accade tutti i link hanno il famigerato nofollow e quindi perdono un po’ di valore in ottica SEO collegata a Google ma forniscono comunque un ottimo bacino di utenza e quindi un’altissima visibilità oltre a permettere di promuovere con grande efficacia la propria attività in un ambito in cui il passaparola può fare la differenza e portare visite e conversioni.
Un gruppo intelligente, creato per appassionati ed amanti, con link giusti al posto giusto può avere la duplice funzione di essere molto pubblicizzato e nello stesso tempo portare visite, ad esempio per un ecommerce che se ottimizzato può facilmente trasformare in vendite le visite.
Stanno nascendo esperimenti in Facebook per sfruttarne la larga diffusione e questo è secondo me il punto principale, questo Social Network offre una visibilità senza eguali e credo si dovrà presto iniziare a parlare di SEO per Facebook o comunque elaborare strategie per diffondere i propri progetti tra i vari iscritti.
La televisione e la coda lunga
Agosto è tempo di riflessione sull’abbonamento alla televisione digitale, terrestre o satellitare e sopratutto chi offre il meglio, il prezzo più concorrenziale, il pacchetto più completo?
In Italia possiamo ridurre il dilemma a SKY e Mediaset Premium, il primo monopolista assoluto delle trasmissioni satellitari, il secondo unico interprete ad avere investito in una tecnologia nata già vecchia.
Durante le mie riflessioni, leggendo il libro di Chris Anderson “La coda lunga”, ho voluto immaginare come potrebbe essere applicata questa teoria alla televisione. Di fatto la TV è ancora uno dei media più seguiti, ha un vantaggio temporale e di applicazione notevolmente superiore ad Internet, e una diffusione di mezzi che non ha problemi di digital divide.
Qualcosa indubbiamente mi sfugge ma personalmente mi sembrerebbe di sicuro successo creare una piattaforma, fortemente integrata e gestibile anche via Internet, che metta a disposizione degli utenti tutte le trasmissioni e i film di cui le emittenti detengono i diritti, prevedendo taxonomy e folksonomy e permettendo agli utenti di recensire e votare.
Piani di offerta vengono da sè, prepagati, pay per view, abbonamenti, il tutto affiancato ad un palinsesto come quello attualmente in atto; non va dimenticato che ultimamente la frase più riccorrente quando si parla di televisione è “alla tv non c’è mai niente…”.
Sono un visionario? Ci arriveremo mai? Potremo mai disporre della tecnologia come facciamo nel Web, potremo fruire dei contenuti che preferiamo, pagare per quello che veramente vogliamo, magari non pagare se accettiamo qualche interruzione pubblicitaria? Esempi come current tv stanno portando una novità importante in un mondo che fino ad oggi ha sempre deciso cosa dobbiamo sapere e vedere, provando ad interpetare i gusti, e spesso fallendo miseramente, ora dovrebbe solo proporre il più possibile e aspettare che la coda lunga ripaghi gli sforzi. Difficile???