Sono ormai diversi anni che mi confronto sul tema SEO e tra le domande più frequenti ci sono quelle che riguardano le penalizzazioni.
Ci sono ormai diverse guide a riguardo, e anche intere sezioni in forum specializzati, ma vorrei ribadire ancora una volta una cosa che può sembrare scontata: non è poi così facile essere penalizzati da Google.
Questo non vuole essere un incitamento alle tecniche black hat o grey hat ma solo un chiarimento a chi da più parti ha chiesto una risposta definitiva a riguardo.
La verità è che definire le penalizzazioni è difficile almeno come posizionare bene un sito e a riprova di questo basta considerare come molti operatori italiani e non, utilizzino tecniche non in linea con
e ottengano comunque un ottimo posizionamento nei motori di ricerca.
Quindi? E’ inutile impazzire rivedendo strutture, menu e contenuti quando con 2 o 3 tecniche ormai note si è a posto?
Diciamo che è come infrangere i limiti di velocità o guidare senza cinture, si arriva prima, l’auto cammina ugualmente ma non sempre può andare bene.
Tuttavia siccome non tutte le tecniche sono facilmente individuabili con degli script automatizzati e alcune sono veramente subdole, ci sarà ancora spazio per utilizzarle, ma secondo me bisogna interrogarsi sul fatto di quanto questo rischio valga la pena di essere preso.
Immaginiamo che Google riesca ad intercettare le tecniche e le cancelli con un click da un giorno all’altro, quanto tempo ci vorrebbe per recuperare posizioni in SERP?
Il consiglio è sempre quello di farsi almeno garantire l’utilizzo di tecniche pulite per non avere sorprese e affidarsi a persone competenti alle quali domandare sempre il colore del cappello usato



