L’ antispionaggio del mondo SEO
Leggevo su vari blog soprattuto americani come oramai negli utlimi tempi i protagonisti del mondo SEO / Web Marketing siano diventati sempre più criptici nei loro post, limitandosi ad esternare solamente le cose note, segnalando sempre meno trucchi e condividendo sempre meno le tecniche.
E’ una discussione piuttosto datata, già nel 2007 Aaron Wall di SEOBook parlava di come proporre sempre le tecniche più innovative non sempre si riveli la scelta migliore, si rischia di bruciarsi, di fornire assist preziosi ai concorrenti senza capitalizzare ore e ore di testing.
Perchè non sono del tutto d’accordo
Principalmente perchè se Internet è quello che conosciamo oggi è in parte grazie allo sharing, non per niente ingrediente principale del Web 2.0, tuttavia sono perfettamente cosciente di quanto sia complicato conciliare una professione in continua evoluzione e per questo dispendiosa in termini di investimenti soprattutto a livello di tempo sia dedicato all’aggiornamento costante sia alla sperimentazione.
E’ vero che non sono molti i siti/blog/forum dove ci si scambia tips freschissimi in ambito SEO ma è anche vero che non è affatto facile costruire un modello di business “regalando” il proprio know how. Credo che il nodo sia proprio lì, nel termine regalare, vederlo in quest’ottica sminuisce di molto lo scambio di informazioni e di conoscenza, inoltre ritengo che si possa promuovere la propria attività anche attraverso i vari case history affrontati e presentando, perchè no, le tecniche utilizzate.
Credevo fosse una diffidenza tutta italiana, invece devo ricredermi e constatare che le tecniche SEO sono in realtà una vera e propria tecnologia che si tenta di difendere e nascondere il più possibile.
Resta sempre inteso che alla fine sono i risultati quelli che contano specie in un’attività come questa quindi è ben comprensibile un certo protezionismo, sperando che non costituisca un freno al progresso.
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