Ultimamente stiamo assistendo ad un’ esplosione di siti ecommerce, ne nascono di nuovi, alcuni chiudono e altri che già esistevano si rinnovano e iniziano a vendere in maniera importante,
Stavo valutando una cosa che secondo me è interessante, il legame che intercorre tra email marketing inteso come invio di newsletter a clienti già registrati e richieste di recupero password, non posso generalizzare nè i numeri da me osservati sono così importanti da generare una teoria vera e propria ma posso con certezza dire che l’utente medio ha un pessimo rapporto con le password dei siti a cui si registra, soprattutto siti ecommerce dove magari non compra con troppa frequenza.
Ho notato come all’invio di una newsletter che presenta un nuovo prodotto o magari un’interessante promozione in corso corrisponde un numero piuttosto alto di richieste di recupero password che si trasformano, direi ovviamente, in ordini.
L’idea è semplice, la pagina o l’email dove si reimposta la password persa o si comunicano le nuove credenziali, dichiaro di preferire decisamente la prima, sono terreno fertile per presentare annunci o promozioni che invoglino all’acquisto e potrebbero essere uno spazio privilegiato per parlare con il cliente, meglio se rivolgendoci in prima persona a lui direttamente.
Pensiamo al cliente al quale arriva la newsletter che suscita in lui una curiosità che, considerando la pigrizia dell’utente medio, se lo porta nel sito sarà una conversione in acquisto nella maggior parte dei casi, pensiamo anche ai due casi tipici:
- il visitatore accede al sito, spesso ad una landing page definita che dovremmo aver preparato ad arte verifica l’effettiva presenza dell’offerta che lo ha portato lì, aggiunge il/i prodotto/i nel carrello e poi deve ad un certo punto effettuare il login, e qui scatta la procedura di recupero password
- il visitatore accede al sito e la landing page, siccome è riservata a lui e ad altri fortunati come lui richiede il login e qui siamo subito alla procedura di recupero password
Ciascun caso presenta note positive e controindicazioni, il primo scenario dà grande risalto alla promozione ed è quello più diffuso, la promozione va agli utenti registrati ma spesso è aperta a tutti, a quel punto il Lost password marketing può giocare il ruolo per cui è pensato, aggiungere una possibilità in più per tenere viva nell’utente la voglia di acquistare o per promuovere un prodotto in particolare, una volta reimpostata la password, al momento della conferma che di solito prevede poche righe di messaggio, si possono inserire annunci e banner, meglio se personalizzati con i dati del cliente per invogliare o comunque convogliare alla pagina dell’acquisto.
Nel secondo caso invece proviamo a forzare gli schemi, partendo dal presupposto che l’email ha esaurito il suo compito, ha scatenanto il desiderio di acquistare e chiediamo subito la password per dimostrare che è un offerta solo per gli utenti registrati, rischiamo un po’ ma comunque è un passaggio obbligato, invertiamo solamente l’ordine. Se dovesse ricordarsi la password non ci sarebbero problemi, potrebbe comunque acquistare senza dover effettuare il login, ma se per caso (e credetemi sono molti) necessitasse di recuperare la password potremmo intervenire come sopra.
Questa idea di marketing “collaterale” è solo di supporto, è piuttosto specifica ma vuole essere un sugggerimento per trasformare una procedura di servizio in uno strumento per aumentare le vendite, se poi abbiamo una profilazione dell’utente potremmo essere ancora più accurati nelle proposte che andremo a fare.
Secondo me nessun tentativo è vano, questa promozione è poco invasiva e se siamo bravi a non creare complicazioni all’utente mostrando il tutto a procedura ultimata potremmo avere delle belle soddisfazioni.



