Zooppa.com - Pubblicità 2.0
Scopro solo oggi Zooppa.com, un’innovativa piattaforma di pubblicità dove le campagne sono create dagli utenti e sponsorizzate dalle aziende. L’idea è interessante perchè sfrutta in pieno le potenzialità del web 2.0 dando possibilità a tutti di proporre il proprio video, la propria grafica o semplicemente la propria idea.
Ho visto campagne concluse di aziende come meetic.it, lastminute.com, htc e altri, che sicuramente faranno gola a molti ma la cosa che ritengo più interessante è questo tentativo di dar voce alla gente, questo approccio bottom-up che potrebbe fare da apripista per future iniziative. Dopo giornali di carta e non, che raccolgono articoli di bloggers, quindi non appartenenti all’albo, intere community, il movimento di utenti Dell che ha ottenuto Linux ora inizio a vedere nuovi usi e soprattutto nuove implementazioni del social web.
Qualcuno sarà preoccupato del fatto che le leggi e gli usi del Web possano diventare quelli della vita di tutti i giorni ma se con un po’ di intelligenza prendiamo solo ciò che è positivo potremmo presto vedere il gusto di condividere con gli altri, indipendentemente dalla razza o dal colore della pelle.
foto by *¦·ωιςкэđ·¦*
Le idee, business Web 2.0
Da sempre il punto di partenza è un’ idea, un’ intuizione che potenzialmente potrebbe rivelarsi un successo mondiale ma non è altro che una scossa elettrica nel cervello fino a che non la trasformiamo in realtà. Ah se la mia prof di filosofia leggesse questo post…! sai che risate, io che cito Aristotele
Analizzando i migliori progetti a livello informatico, soffermandoci sui recenti del Web 2.0 possiamo però fare alcune considerazioni interessanti
Le idee semplici funzionano sempre, o quasi
Sembra banale ma per quanto una persona voglia scervellarsi per trovare l’idea vincente, milionaria, di sicuro successo poi alla fine le più semplici e immediate sono quelle che risultano maggiormente efficaci. Mi viene in mente Flickr, un raccoglitore di fotografie e immagini o Digg, un termometro dei contenuti dove si esprimono pareri su pagine trovate in rete, o ance Del.icio.us, un semplice bookmarks manager. Un progetto di successo non può prescindere da alcune buone basi di programmazione tecnica e non ma deve comunque basarsi su un’idea vincente che spesso è anche molto banale. Alzi la mano chi almeno una volta nella vita ha detto, sentendo o leggendo di un grosso successo in ambito Internet, “cavolo ma questa idea la avevo avuta anche io…”. Io l’ho detto 10 minuti fa scoprendo LeaveFeedBack.org , credo di aver detto non più tardi di 5 o 6 mesi fa che la fortuna di ebay era senza grossi dubbi dovuta principalmente all’introduzione dei feedback e che si poteva sfruttare il grande successo di questa funzione proponendola come valore aggiunto ai siti di ecommerce. Molti siti che vendono online hanno sezioni dedicate ai commenti, alle recensioni e ai feedback, ma l’idea di fornire un servizio “super partes” che non sia in alcun modo collegato ai siti che ne fanno uso rappresenta per me un punto di forza. Chi ha lanciato leavefeedback.org ha fatto molto di più, ha creato un sistema che unisce il mondo online e quello offline, ovvero il negoziante si registra, stampa dei volantini con un codice e lo consegna al cliente che fa un acquisto presso il suo negozio o glielo invia per email (in questo modo sia il negozio tradizionale che quello online possono utilizzare questo strumento) dicendo che se lascerà un commento/feedback riguardo il proprio acquisto avrà diritto ad un codice promozionale e quindi ad uno sconto sui prossimi acquisti. Geniale, secondo me, ma il tempo dirà…
Per la gloria o per soldi?
Bel dilemma, ma forse nemmeno troppo. Sicuramente alla base di ogni progetto c’è una forma di passione, quella passione che ci tiene alzati fino a tardi per capire come funziona un maledetto plugin di wordpress o come si ricompila un kernel in linux, una voglia innata e masochista che ci porta inizialmente a creare senza pensare a come guadnarci su. Beh questo è un approccio che ha fatto storia, da articolo sul giornale, spesso efficace ma non è l’unica. Ormai ci sono numerosi esempi di come guadagnare con progetti web 2.0, e anche molte storie finite male, quindi non fa male pensare a come alzare il più possibile il ROI e quindi capitalizzare la nostra idea. Pubblicità, servizi a valore aggiunto, personalizzazioni della piattaforma o vendita a qualche grande colosso.Un buon progetto parte anche da qui.
Quanto vale un’idea?
La risposta è, secondo me, piuttosto semplice. Vale moltissimo se si riesce a realizzarla. Questo vale in tutti gli ambiti ma ancor di più nel business, in teoria ogni idea ha un valore inestimabile quando la concepiamo poi però dobbiamo strutturare intorno ad essa un piano d’azione, un progetto che ne sfrutti al massimo le potenzialità scegliendo le tecnologie migliori, i collaboratori adatti, preparando un buon piano di marketing e webmarketing, studiando bene gli eventuali concorrenti.
Chi ha per primo l’idea vince?
Direi proprio di no. Certo in un mondo in costante mutamento come quello di Internet chi arriva prima e sviluppa un buon prodotto ha indiscutibilmente dei vantaggi ma non sempre il fatto di essere i primi coincide con il successo. Spesso da un difetto di un servizio in uso nascono grandi successi.
Certo sono partito da Leavefeedback e ho parlato un po’ di tutto, spero sia utile.
Foto by Tiago Daniel
SEO, primi nei motori: l’importanza dei backlink e degli internal link
Come detto in alcuni post precedenti nella strutturazione di un sito Internet si deve tenere conto dell’importanza della struttura delle pagine, il layout grafico accattivante è senza dubbio un punto di forza perchè l’occhio vuole sempre la sua parte, ma siccome i crawler dei motori di ricerca non hanno occhi bisogna anche tenere presente il loro funzionamento.
Oggi vorrei porre l’accento sui link, elementi alla base della nascita del Web, cardine del mondo ipertestuale che non a caso hanno un peso molto importante nella determinazione del page rank di un sito. Vedremo due tipologie di link, i back link o backlink o inbound link e gli internal link.
I Backlink
I backlink sono semplicemente link verso il nostro sito provenienti da altri siti. Un buon esperto SEO, deve secondo me scegliere con molta accuratezza i siti da quali ottenere link, sparare nel mucchio può risultare fruttuoso in termini numerici ma meno in termini qualitativi. Pratica diffusa, eticamente per me in pieno stile black hat seo, è quella di acquistare questi link pagando per comparire in determinate pagine, non dovendo discutere in termini etici devo però far notare che qualunque strada si scelga non si può prescindere da una buona selezione iniziale.
Vanno scelti siti con PageRank alti e molto targettizzati, questo comunicherà al crawler che anche il vostro sito è attinente alla parola chiave per la quale state indicizzando. Certo arrivare a grandi siti senza pagare può sembrare impossibile ma credo che un grande pregio della rete sia una sorta di regime meritocratico, ovvero più il pezzo che scrivete o il prodotto che trattate sarà interessante e meglio lo presenterete e più il mondo Internet ne parlerà e di conseguenza vi linkerà.
Ma nel caso in cui i contenuti non siano stati creati da voi?
Beh forse dovreste chiedervi la “O” in SEO che cosa rappresenta
Optimization. Ottimizzare è un compito del consulente SEO ed è fondamentale che il sito o la pagina siano presentate nella maniera più efficace possibile, tenete presente che spesso esperti di marketing e designer hanno peso importante nelle scelte aziendali, ad esempio nel lancio di nuovi prodotti, e spesso lavorano fianco a fianco.
Il link testuale è da preferirsi, in ottica SEO, al banner ma va detto che se vogliamo anche aumentare il numero di visite e quindi il traffico verso il nostro sito dobbiamo anche rendere accattivante il link. In entrambi i casi scegliamo bene le parole da utilizzare e nel caso di utilizzo delle immagini inseriamole nell’ attributo alt.
Gli Internal link
Non meno importanti sono i link interni. Sono fondamentali per indicare al meglio contenuti e parole chiave trattate dal nostro sito. Ciò influisce sulla scelta delle voci dei menu e sulle parole da utilizzare. Proviamo a chiarire con un esempio. Mettiamo il caso di un’azienda che produce bambole gonfiabili,
non l’esempio migliore comunque…
Spesso nella creazione di un sito si tende a creare menu standard con le voci Azienda, Prodotti, Contatti ecc, e ogni voce linka a pagina che per il nostro sito sono molto importanti, in particolare quella dei prodotti. Sostituendo l’anonimo Prodotti con la voce Bambole Gonfiabili otterremo due effetti, cattureremo l’attenzione del visitatore al quale chiariremo subito cosa facciamo e soprattutto diremo ai crawler dei motori di ricerca che quella pagina contiene le informazioni collegate alla parole chiave “bambole gonfiabili”. Molti diranno che è molto semplice, quiasi scontata come operazione eppure navigando noterete che molti siti commettono questo banale errore.
In conclusione possiamo dire che i link siano essi inbound o interni hanno un peso molto importante per quanto riguarda il successo di una buona operazione di SEO e vanno quindi pianificati ed inseriti con molta attenzione.
Happy SEO.
Il Web Marketing e l’aria fritta
Chi lavora nel settore, sia esso un esperto SEO, un programmatore o un consulente di marketing avrà più volte dovuto fronteggiare la classica frase “ma lei cosa vende, aria fritta?”.
Frase cruda, indubbiamente emblematica della visione che molti imprenditori hanno dell’aspetto pubblicitario e promozionale attraverso Internet, trattasi di casi circoscritti ad alcuni settori, relativi ad alcune zone geografiche e soprattutto legati a mentalità chiuse all’innovazione; chi vi pone questo quesito probabilmente ha un’attività ristretta, pochi dipendenti/impiegati, spesso è del mondo artigiano, ha quasi sicuramente più di 55 anni e ha deciso di attivare un sito Internet o una campagna di web marketing perchè l’amico o il concorrente l’hanno fatto prima di lui.
Che fare?
La soluzione più semplice e forse quella più praticata è lasciar perdere. Farlo non fa di voi dei perdenti, probabilmente chiunque agirebbe allo stesso modo, tuttavia se siete amanti delle sfide, avete pazienza e soprattutto tempo e cosa ancora più importante individuate un potenziale nel cliente che avete davanti, vale la pena fare un ultimo tentativo.
Come procedere?
Il grosso del lavoro è individuare le cose che per la persona che abbiamo davanti sono importanti, il nome dell’azienda, ciò che è stato creato (magari dal nulla), il non restare indietro rispetto all’amico o al concorrente, il sogno di conquistare nuovi clienti geograficamente lontani…
Individuato ciò che il nostro interlocutore considera importante ci fornisce un enorme vantaggio, in realtà solo un’arma in più, che possiamo sfruttare con un po’ di mestiere.
Ad esempio se il sogno del nostro cliente è quello di conquistare nuovi clienti in giro per l’Italia potremmo presentare un report di statistiche di un nostro sito, Analytics è ottimo in questi casi, mostrando il report degli accessi in base alla posizione geografica, il fascino della cartina e dei colori inizierà a toccare il tasto giusto che è poi uno dei pensieri fissi del nostro interlocutore. Indubbiamente proporremo anche a lui uno strumento di questo tipo mostrando così che non stiamo proponendo una cosa intangibile, bensì il controllo della fonte degli accessi al sito, non stiamo promettendo milioni di vendite in tutta Italia, solo la possibilità di sapere chi visita il sito del nostro cliente e da dove. Questo semplice gesto instaura con buone probabilità un rapporto di fiducia o se non altro ci mette in buona luce agli occhi di chi poi dovrà decidere.
Promessa o Concretezza?
Beh il titolo del post nasce proprio dalla comune credenza che il mondo dei servizi sia facilmente affiancato all’aria fritta, quindi la risposta è piuttosto semplice, siate concreti!
Inutile in fase di primo contatto promettere, a mio parere non è in nessun caso una buona idea, il cliente, specie se nuovo, ha bisogno di concretezza, va conquistato, va stimolato, va risvegliato in lui un desiderio di conquista, di sogno, di invincibilità, la campagna o il sito che si realizzerà deve essere il più possibile rispondente al messaggio che la persona vuole dare della propria azienda.
Il ruolo del consulente, aiuto o imposizione?
Con queste premesse il consulente, a meno di avere carta bianca, cosa molto molto rara, deve saper bene interpretare le informazioni verbali e non che il cliente fornisce, deve sempre e sottolineo sempre consigliare senza imporre e soprattutto senza sovrapporsi mai al committente. Messa così sembrerebbe uscirne un ruolo molto ridimensionato e soprattutto molto passivo, in realtà, secondo me, è bene relazionarsi con il cliente cercando un coinvolgimento totale da tutte e due le parti, la campagna o il sito devono nascere dal confronto reciproco, da proposte vagliate in positivo e in negativo, non bisogna avere paura di dire “questo fa schifo” e nemmeno di proporre un’idea che ci sembra valida ed adatta al progetto.
Queste sono solo idee derivanti dall’esperienza, aggiungo per concludere di vivere ogni incontro come se fosse la prima volta, iniziare ogni approccio con frasi diverse, con proposte diverse, con obiettivi diversi, la classica frase “è una vita che faccio questo lavoro” vi porterà a risultati scarsi, spesso molto simili tra loro, senza lasciarvi nulla di nuovo. Sfidatevi, allungate sempre il vostro limite, non ponete paletti, e cercate di conquistare chi vi sta davanti con semplicità e chiarezza.
Internet reputation e Web Marketing
Lavorando ad alcune soluzioni SEO per dei clienti, alcuni con siti ecommerce, riflettevo su quanto potesse incidere l’Internet Reputation sul traffico verso un sito.
La riflessione è molto semplice, ci sono dei siti che forniscono grande visibilità, spesso sono forum molto frequentati o grandi portali. Essere presenti in qualche modo, lascio a voi la scelta etica su cosa e come pubblicare riferimenti al vostro sito, rappresenta indubbiamente un fattore di forza che può far crescere vertiginosamente il numero di visitatori.
Nel caso di un’azienda che venda attraverso una piattaforma ecommerce un aumento di visite potrebbe trasformarsi proporzionalmente in vendite, nel caso di un negozio online sarà quindi ancora più importante targettizzare al meglio i visitatori, magari scegliendo forum o portali dedicati all’argomento trattato.
Il dubbio che resta è relativo al fatto che la reputazione in Internet è hackerabile, non è facile crearsene una solida e nemmeno mantenerla, anche se, a seconda della community, gli utenti sono ben capaci di distinguere eventuali fake.
Il bravo consulente SEO (forse meglio dire consulente di Web Marketing) deve quindi ben conoscere il mondo Internet ed essere in grado di trovare i posti migliori dove pubblicizzare i propri assistiti, non solo html e indicizzazione dunque, ma anche marketing e viral marketing per far crescere rapidamente il traffico verso i nostri siti, le procedure sono molte, spesso richiedono un’analisi accurata e l’utilizzo di tecniche e terminologie che sono proprie del mondo marketing-pubblicità, ma se impostate in maniera corretta queste strategie sono efficaci almeno come una buona indicizzazione.
Happy SEO.