Una buona idea da sviluppare insieme
Mi scrive Danilo Zoppo, da Napoli, sottoponendomi un’idea interessante per una nuova avventura web, dopo averla letta e valutata ho fatto le mie osservazioni ma abbiamo convenuto di mettere tutto il web al corrente, per poter trovare nuovi suggerimenti e magari qualcuno interessato a collaborare.
Premetto di non conoscere Danilo di persona, la rete ha abbattuto da tempo questo requisito proprio dell’impresa 1.0, ci si può contattare per email, im, facebook, linkedin, twitter, ecc. dialogare, confrontarsi e poi conoscersi. Indubbiamente da oggi ho un web friend in più, un contatto del mio network,ma soprattutto l’ennesima riprova che il web sociale, collaborativo e partecipativo funziona, e anche bene, e funziona perchè siamo noi a far si che ciò accada; avrei potuto cestinare la sua email, non era una richiesta di consulenza seo, nè di una campagna di web marketing, era semplicemente la richiesta di un parere, di una valutazione di fattibilità.
Ho interrotto tutto e mi sono dedicato alla lettura della sua idea, nonostante non fosse remunerativa, che in pratica è una sorta di aggregatore di domanda.
L’idea nel dettaglio
Forse così l’ho sintetizzato un po’ troppo ma il concetto da cui parte Danilo è piuttosto semplice, invece del classico ecommerce nel quale la domanda si mette a disposizione dell’offerta, si potrebbe creare un portale all’interno del quale persone che hanno lo stesso bisogno/desiderio, aggregano la loro offerta fino a raggiungere un numero di richieste tale da permettere a chi distribuisce/vende quel prodotto/servizio, di offrirlo ad un prezzo particolarmente vantaggioso. Leggendo ho pensato subito fosse un buon punto di partenza, ovviamente da ampliare, rendere più solido, costruirci sopra un buon business model e renderlo poi competitivo e pronto per il mercato. Il progetto originale prevede guadagni da intermediazione, quindi percentuali sulle vendite e simili o una valorizzazione della piattaforma tale da renderla appetibile a qualche grande gruppo che ne mediti l’acquisto. Un modello di business con alcune incognite oltre che poco redditizio in avvio, cosa che presupporrebbe investimenti importanti o collaborazioni gratuite con prospettive poco prevedibili. Ho subito proposto di valutare anche la possibilità, almeno inizialmente, di coinvolgere grandi aziende offrendo loro degli account per proporre lotti di loro prodotti a condizione di ottenere un determinato numero di richieste, rovesciando leggermente la visuale, questo perchè credo che partendo con il canale tradizionale, che in questo caso andrebbe solo ad affiancare il nuovo modello, facendo da traino, le possibilità di riuscita del progetto aumentino molto permettendo di impostare degli account pro a pagamento per produrre introiti che vadano a finanziare il progetto.
L’idea, ripeto, ha buone basi, ovviamente Danilo è disponibile ad entrare nel dettaglio oltre a fornire su richiesta lo schema di presentazione del suo progetto, unitamente al suo CV. Richiedete pure nei commenti e aggiungete le vostre idee/impressioni, che sono poi l’obiettivo di questo post.
SEO: strumenti indispensabili per una buona campagna di posizionamento
In questo primo post di una serie proverò a percorrere tutti i passi che portano all’analisi preliminare e alla definizione di una campagni di posizionamento.
Avendo approfondito in altri post l’importanza della scelta e della ricerca delle parole chiave più appropriate oggi vorrei soffermarmi sullo studio dei competitors e sugli strumenti per costruire buoni link che facciano crescere l’importanza del nostro sito.
Lo studio dei competitors
Molto spesso si incorre nell’errore di sottovalutare o mal considerare i nostri “avversari”, i competitors, siti che per un motivo o per un altro sono sopra a noi nella SERP. Questa fase è molto importante anche perchè ci permette di studiare l’impatto della parola chiave nei motori e di stabilire degli obiettvi concreti per poter raggiungere determinati risultati.
Ma come si studia nei dettagli un competitors?
Ci sono numerosi strumenti in Internet ma come sempre i più semplici sono anche i più efficaci, quindi senza cercare troppo in giro basta andare nella pagina dei motori di ricerca e digitare la parola chiave che ci interessa. Solitamente prendo in considerazione solo i primi cinque risultati perchè sono quelli che ricevono il numero più alto e efficace di visite, nei motori di ricerca la coda lunga è implementata da sempre ma la loro fortuna è quella di essere sempre i più precisi e accurati possibili, quindi rimane importantissimo essere nei primi posti. Di questi risultati bisogna sapere con buona approssimazione quanti link ricevono da altri siti e per farlo possiamo utlizzare gli strumenti che google e yahoo, ad esempio, ci forniscono.
Dei due il migliore è secondo me yahoo site explorer, è sufficiente inserire il dominio in alto e si ricevono immediatamente informazioni ineressanti, in particolare il numero di pagine indicizzate e il numero di inlinks con la possibilità di escludere quelli provenienti dal dominio stesso. La pagina ci mostra con buona precisione i siti che linkano il sito che stiamo analizzando, questo vale per i concorrenti ma anche per noi, ovviamente; Yahoo! offre anche delle API, io sto ottimizzando un mio tool in php per automatizzare i controlli e le varie operazioni, non so quando e se lo renderò pubblico, comunque posso consigliare la registrazione a SEOmoz.org che già dalla forma gratuita offre dei tool interessanti.
Anche in google è possibile vedere quanti siti linkano il sito di nostro interesse semplicemente usando il comando link: nomesito, ad esempio con questo blog useremmo questa chiave di ricerca.
Una volta determinati i siti che linkano i nostri competitors dobbiamo verificare se ci sono corrispondenze con quelli che linkano noi e poi dobbiamo scegliere quali sono i migliori dai quali provare a farsi linkare. Un indizio positivo è sicuramente il pagerank e per verificarlo possiamo utilizzare uno dei vari strumenti spiegati nel post sul pagerank.
Ora abbiamo sicuramente a disposizione numerosi elementi per elaborare una prima strategia ma dobbiamo anche approfondire il perchè un determinato sito è così in alto nella SERP.
Studiare la struttura del sito dei competitors
Analizzare la strutura del sito in chiave SEO significa letteralmente fare le lastre al sito, guardare il codice HTML e cercare di capire quali sono i punti di forza da imitare. Andranno certamente controllati i tag title e description, il copywrting e l’utilizzo di h1, h2 e suddivisione in paragrafi e andrà anche studiato il collegamento tra le varie pagine del sito.
Alla fine di questa operazione sapremo con esattezza quanti link dovremo riuscire a costruire, su quali siti ci concentreremo e come modificheremo le nostre pagine per attaccare le prime posizioni
SEO, il pagerank in una link campaign
Si è parlato spesso dell’importanza del pagerank, spesso però quando si imposta una campagna di link building non si considera abbastanza questa variabile.
Come sappiamo il pagerank è un algoritmo creato per determinare il peso, l’importanza di un sito nel mondo Internet, ecco perchè nel momento in cui andiamo a scegliere i siti dai quali vorremmo essere linkati non possiamo non scegliere tenendo ben presenti determinati parametri
- l’attinenza del sito che scegliamo con le parole chiave che vogliamo collegare al nostro sito
- le pagine dalle quali essere linkati, non tutte infatti hanno la stessa importanza e per questo scegliere quella giusta può portare risultati migliori e più rapidi
- il pagerank del sito dal quale ci facciamo linkare, in questo modo il motore di ricerca valuta quel link in maniera proporzionale al peso che ll sito ha, anche se il pagerank è asociato sempre a google non va sottovalutato in qualsiasi campagna SEO
Ci sono numerosi tool per visualizzare il pagerank di una pagina, dalla Google Toolbar a numerosi siti online come prchecker.info o iwebtool, semplicemente inserendo l’URL si avrà il pagerank espresso in scala da 0 a 10
SEO: Google e i paid link

Come detto più volte, per migliorare la propria visibilità all’interno dei motori di ricerca è fondamentale un’ottima campagna di link building. Pratica lunga e difficile a meno di utilizzare pratiche che rientranto nell’area Grey o Black Hat SEO.
Link building significa letteralemente costruzione di link, come abbiamo visto maggiore sarà il numero di link verso il nostro sito, senza dimenticare la qualità e l’argomento del sito dal quale provengono, maggiore sarà l’importanza che i motori danno alle nostre pagine.
I link di per sè non sono sufficienti e devono essere impostati in un certo modo, ovvero devono avere una struttura che ci permetta di sfruttare il meglio di ogni collegamento.
Ogni link è formato da diversi elementi tra i quali i più importanti sono l’url di destinazione (href) e l’anchor text, ovvero il testo che è linkato, quello su cui si clicca per accedere al collegamento. Chi si occupa della parte SEO deve impostare al meglio la campagna di link building, non solo per quanto riguarda l’aspetto numerico ma anche e soprattutto sotto l’aspetto qualitativo cercando di ottenere backlink variabili ma sempre correlati alle keyword che vogliamo spingere. Se ad esempio vogliamo valorizzare le parole vendita pippo, produzione pippo, pippo in plastica, dovremo alternarle con sapienza cercando anche di fonderle per ottenere i risultati migliori, per esempio vendita e produzione pippo o vendita pippo in plastica.
Altra cosa importante sarà cercare di ottenere l’inserimento del link in un contesto più naturale possibile, come un post o una recensione per conferire maggiore importanza al legame tra i due siti, inoltre molti siti si sono specializzati nella vendita vera e propria di link dai propri siti, magari con posizione e pagernak elevati.
Fino a qualche tempo fa il sistema funzionava egregiamente ma ora Google e presto gli altri stanno penalizzando fortemente questa tipolgia di link. Oltre ad essere una tecnica in pieno stile black hat seo spesso i link non erano consistenti, provenivano da siti con valore piuttosto alto, ma che non sempre trattavano argomenti in relazione ai link venduti. Google ha risolto tutto inizialmente togliendo valore a questi link, ma ultimamente anche penalizzando sia i siti dei venditori che quelli degli acquirenti.
La pratica seo è sicuramente frutto di conoscenza abbinata anche ad applicazione e spesso un pizzico di fantasia, come spesso accade molti avevano trovato una strada veloce per ottenere il risultato, ed altri il modo per monetizzare i risultati di indicizzazione ottenuti.
Se i Social Network non pagano…
Basterebbe la frase, non è tutto oro quello che luccica a spiegare il concetto, di fatto la storia si ripete ciclicamente, corsi e ricorsi storici che si sovrappongono nell’informatica con fin troppa prevedibilità.
Il mondo Internet è un libro aperto, forse perchè giovane e appannaggio di pochi veri manager e tanti creativi, poco avvezzi a far quadrare i conti ma micidiali quanto a inventiva.
Leggo in questi giorni come si prospetti una nuova bolla, pronta a scoppiare a causa dei massicci investimenti fatti, a fronte di poche entrate.
Come dice giustamente Roberto Dadda negli utlimi anni chi ha investito in Internet e in particolare nei social network non si è mai preoccupato di sviluppare modelli di business in grado di offrire un futuro solido, c’è stata solo una corsa disperata all’acquisizione di iscritti, all’email, all’utente, il valore del progetto viene calcolato dal numero di persone registrate al servizio. Tuttavia il business plan è debole, si abitua l’utente al gratis, il gratuito è anche la leva alla registrazione e alla prova, in realtà il try & buy è radicato nel mondo dell’informatica da sempre, ma se da un lato garantisce piuttosto rapidamente una buona affluenza, dall’altra non paga i costi dei server nè altri conti o bollette.
Il paradosso è grande, sfido chiunque, lo usi, a parlare male di Twitter piuttosto che di MySpace o Facebook, in pochi possono ormai farne a meno ma non abbastanza da pagare per poter continuare ad usufruirne, è difficile chiedere di pagare a chi si è iscritto anche perchè gratis, è psicologicamente drammatico oltre che commercialmente discutibile, la rete è poi talmente organizzata che il rischio di fughe in massa verso cloni e simili è sempre valido.
Come guadagnare con i social networks?
Beh la risposta non è delle più semplici, soprattutto se si considera che gli utenti sono stati abituati dai colossi, Google in testa, ma anche dalle startup emergenti, ad avere molto per niente, questo ha svalutato il valore del lavoro che c’è dietro ogni singolo network, accrescendo il valore di ciò che si era raggiunto. In poche parole come a livello aziendale, più clienti, utenti registrati, si hanno, più il valore dell’azienda cresce, questo è vero ma le differenze risultano presto evidenti (continua…)
SEO: cos’è? come si fa?
Spesso mi chiedono cosa sia la SEO, non sempre è facile spiegarlo a chi non sia del settore e soprattutto trovare parole semplici per rendere chiare operazioni che a volte possono essere molto complesse.
Cos’è la SEO?
La SEO, letteralmente Search Engine Optimization ovvero Ottimizzazione per i Motori di Ricerca, è un insieme di accorgimenti volti a far guadagnare ad un sito una buona visibilità all’ interno dei motori di ricerca per determinate parole chiave. Detta così non risulta proprio chiarissima, eh?
Cercando di semplificare possiamo pensare alla pratica dell’ottimizzazione come ad una via di mezzo tra il lavoro di un pubblicitario e quello di un ingegnere nel senso che un buon esperto SEO deve entrare bene nel meccanismo che è alla base dei motori di ricerca, deve sapere scegliere le parole guste, le parole chiave più adatte al contesto del sito e anche quelle che sono più o meno competitive.
Deve inoltre rendere appettibili le pagine ai Bot dei vari search engine ottimizzando titoli, headers, e contenuti tenendo conto delle regole che i vari motori pongono per evitare di essere bannati.
Come si fa la SEO?
Ci sono diverse scuole di pensiero riguardo la pratica SEO, senza dilungarci su White Hat SEO e Black Hat SEO possiamo dire che prerogativa indispensabile è la conoscenza di tutti i segreti dei motori di ricerca e quindi un’ aggiornamento continuo e costante che richiede tempo e sperimentazione ma che fa la differenza in termini di risultati. Poi sicuramente bisogna essere fantasiosi e provare nuove strade senza aver paura di sbagliare e cercando di puntare sempre al miglior risultato possibile, utilizzando i tools che possono permettere di avere sempre sotto controllo il peso delle parole chiave, il pagerank, la competizione delle parole chiave, padroneggiando i blog e i social networks che possono portare link pesanti al sito che si vuole ottimizzare.
Alcuni tools interessanti che un buon esperto SEO deve secondo me imparare ad usare:
- Keyword Tool by seobook.com, fondamentale per un’analisi dettagliata delle parole chiave
- Adwords Keyword Tool, simile al precedente ma focalizzato su Google con possibilità di impostare le lingue di ricerca, vedere il traffico generato da ogni parola chiave e i trend, oltre a suggerire parole correlate
- Page Rank Checker, per controllare il pager ank del sito
- PageRank, un altro page rank checker.
- SEO Tools, una serie di tools raccolti in un’unica pagina sempre a portata di mano
SEO: fare soldi con il blog
No non ho trovato la ricetta per smettere di lavorare, purtroppo
In questo post voglio raccogliere alcune riflessioni frutto dell’esperienza e della lettura online. L’obiettivo è di fornire alcune linee guida interessanti che spero possano esservi utili nel vostro tentativo di diventare Pro Blogger.
- I Contenuti, Cercate sempre di fornire contenuti interessanti, la gente deve apprezzare ciò che scrivete, dovete dare un servizio, parlare di cose importanti per gli altri, possibilmente con cognizione di causa, cercando di essere di aiuto.
- Viral Marketing, e social networking in generale sono fondamentali, raggiungere una buona popolarità in rete, specie se per argomenti specifici farà di voi un riferimento per la comunità, questo aggiunge responsabilità ma del resto è un lavoro dove molto probabilmenre vi chiederanno aiuto o consulenze quindi non vi potrete nascondere.
- Instaurate un buon rapporto con i vostri lettori, non li chiameremo “clienti” perchè è un termine poco preciso ma di fatto stiamo parlando di persone molto importanti per la vostra riuscita personale, li dovete curare, li dovete conquistare, dovete guadagnarvi la loro fiducia, devono poter dire qualcosa del tipo “la soluzione la chiedo a…” oppure “di sicuro sul blog di … se ne parla”. Inoltre parlate loro anche mettendoci la faccia, con qualche bel video e non solo con i post, fateli partecipi di tutte le vostre iniziative e coinvolgeteli.
- Specializzatevi, non cercate di fare i tuttologi, prendete un argomento in cui siete ferrati o che vi piaccia particolarmente e per il quale siete disposti a fare le ore piccole pur di imparare. Il consiglio è anche di vedere in giro com’è la stuazione, come in tutte le attività la concorrenza fa bene ma è anche difficile “rubare” traffico a siti molto famosi e spesso risulta un’operazione che necessita di molto tempo e molta pazienza, niente è impossibile però…
- Organizzatevi, dagli orari per postare a quelli per leggere in giro, preparate i feed migliori,il mio consigilio è leggere al mattino e subito dopo pranzo, se ci sono eventi particolari potete anche controllare la sera, se riuscite schedulate i vostri post cercando di pubblicare qualcosa ogni giorno, magari anche 2 o 3 post, molto dipende anche dall’argomento
- Pay per click, non è la soluzione per diventare ricchi ma soprattutto all’inizio può aiutare, di Adsense e altri ho già parlato ma in generale vale la regola che qualche euro non si butta mai via, ed esistono persone che con otimizzazione continua guadagnano bene.
Qualche fonte di ispirazione e utility interessante
- Vidnik un’ utility per creare video direttamente dal vostro mac e caricarli su youtube personalizzando anche i dati.
- Diventare Blogger Professionista: La Storia E I Consigli Di Nik Lamux
- How to Make Money Blogging: 7 Strategies to Help you Get Started Immediately
Arrivato MacBook Pro
Mercoledì è arrivato, finalmente. Il nuovo MacBook Pro, 15″, 2.5 Ghz, non vi annoierò con le caratteristiche per quelle andate pure qui.
Le prime impressioni
Non è il mio primo Mac quindi le espressioni di stupore estremo e bava alla bocca nel notare la qualità del design e la solidità e usabilità non sono state come la prima volta, del resto quella non si scorda mai
La grossa incognita era Leopard, mi ero un po’ documentato e alcuni bug iniziali sembravano ok, quindi mi sono buttato, o meglio il mio socio Daniele mi ha detto che si poteva fare, e di questo lo ringrazio pubblicamente…
Le novità come Exposè non le ho ancora sviscerate, mi riprometto di dedicare un post ad-hoc ma ho avuto i miei problemini, ad esempio un kernel panic subito in installazione/inizializzazione e poi altri soprattutto quando ero connesso via Airport a reti wireless, casa e ufficio.
Il report dopo il riavvio parlava del modulo
dependency: com.apple.iokit.IONetworkingFamily(1.6.0)@0×64c000
così dopo diverse ricerche, piuttosto in ansia, la simbiosi si vede lì. lui va in kernel panic e io in panic :-), sono arrivato qui dove consigliano di disabiltare il supporto ipv6 dalle opzioni avanzate di Airport, in pochi passi:
- Preferenze di Sistema
- Cliccare su Network
- Nella schermata Airport , cliccare su Avanzate
- Selezionare il tabTCP/IP
- Alla voce Configure IPv6 nel menu a discesa selezionare l’opzione Off
- Selezionare OK e Applica
Per ora tutto bene, vi tengo aggiornati.
Qui una galleria dell’unboxing, grossa qualità e cura del design, la tastiera è meravigliosa, ben illuminata e soffice e accurata nella scrittura, il MacBook Pro è piuttosto leggero ma la scocca in alluminio dà un senso di grande solidità.
Iron Man, spread the word e vinci una Webcam
Grande iniziativa per pubblicizzare l’imminente uscita del film Iron Man, celebre fumetto Marvel.
In tema di webmarketing una scelta super azzeccata che fa il paio con l’iniziativa in collaborazione con Audi a Vallelunga
Probabilmente non vincerò la webcam, oggi ho letto i feed tardi, ma un’idea così semplice merita comunque una menzione.
In poche parole creando un post sul proprio blog, linkando al post dell’iniziativa sul blog di Iron Man - aspettando il film e parlando di questa iniziativa che permette di vincere una Webcam personalizzata col personaggio del film ai primi 19 che commenteranno linkando al proprio post pubblicitario, mi sembra proprio un’ottima trovata, forse pochi pezzi ma comunque un esempio di creatività in pieno stile web 2.0.
Il film esce nelle sale il 1° Maggio, la webcam è stata disegnata da Tony Stark, il resto delle info qui
sotto una foto del gingillino proposto in regalo ai primi fortunati
SEO: adsense o non adsense?

Questo è un dei dilemmi che mi stanno attanagliando in questi giorni.
Una delle prime fonti di sostentamento di un personal blog è senza dubbio la pubblicità e Adsense rappresenta un ottimo strumento per caricare annunci nel proprio sito gratuitamente e per essere pagati in relazione ai click che i visitatori fanno.
E allora? direte, beh da un po’ mi domando se questa non sia un’arma a doppio taglio, almeno per alcune categorie di sito.
Posso rischiare di pubblicare annunci della concorrenza sul mio sito?
In un sito aziendale lo escludo a priori ma anche in un blog come questo, dove presento la mia professionalità, pubblicizzo la mia azienda e mi propongo come supporto in materia di SEO e indicizzazione, oltre che di Web Marketing, le problematiche non mancano.
Adsense e i concorrenti:
Molti conosceranno il funzionamento di Adsense, un sistema di pubblicità che permette ai webmaster di pubblicare annunci pubblicitari attinenti al contenuto del loro sito guadagnado un tot per ogni click che i visitatori fanno sugli annunci stessi. Adsense prevede anche una sezione di configurazione denominata Filtro degli annunci dei concorrenti che dovrebbe risolvere il problema della visualizzazione di annunci che potrebbero rubare utenti, visite o addirittura clienti. In realtà il meccanismo di filtro è a mio avviso un po’ complesso e poco gestibile.
Il filtro è relativo agli URL dei siti dei concorrenti, uno dei comandamenti del Marketing è conosci la concorrenza, ma non sempre è facile conoscerli tutti, conoscerne i siti (contando che creare un dominio fake o non correlato al nome dell’azienda ma per esempio ad un prodotto, non è cosa difficile) e sopratutto con il continuo crescere di Internet il numero può crescere in maniera esponenziale da una settimana all’altra.
Ma come scopro l’URL che un mio concorrente usa x la pubblicità?
Semplice ci clicco, lo copio e lo incollo. SBAGLIATO! perchè
Fare clic sui propri annunci per determinare l’URL di destinazione rappresenta una violazione del Regolamento del programma
E allora come si fa? Beh basta approfondire per scoprire che esiste uno Strumento Anteprima Adsense che
è una voce aggiuntiva presente nel menu di scelta rapida dei browser Internet Explorer 6.x. Offre la possibilità di visualizzare con pochi clic gli annunci che apparirebbero sulla tua pagina e i relativi URL di destinazione.
Per scaricare lo Strumento anteprima AdSense e per visualizzare ulteriori informazioni sulle relative funzioni, visita la pagina https://www.google.com/adsense/previewtool.
Come? Cosa? Internet Explorer? un tool? Ho sempre apprezzato Google, uso quotidianamente i suoi strumenti e ne ho elogiato più volte la semplicità e l’immediatezza ma qui proprio non riesco a capire.
A questo aggiungo che monetizzare un sito non è cosa facile, monetizzare la propria professionalità lo è ancora meno, più semplice forse riuscire a vendere un prodotto, ma indubbiamente un servizio che porta i concorrenti nel bel mezzo del mio sito, dopo i miei post o nel top delle mie pagine non può che essere controproducente.
Le alternative.
Alcune buone alternative possono essere Tradedoubler e Zanox, hanno piccole controindicazioni tipo il fatto che alcune aziende che pubblicano gli annunci devono decidere se il nostro sito è adatto a pubblicizzare il loro prodotto, ma questo può anche rappresentare una verifica importante per i nostri contenuti, essere accettati significa avere stimolato in chi ha valutato la sensazione di essere un buon sito con buoni contenuti e quindi buone potenzialità di targeting. Sono solo due esempi, ne ho altri ma li voglio prima sperimentare, non amo scrivere di ciò che non padroneggio
P.S. a breve tolgo gli annunci
update: tolti!
